SENTO SEMPRE LA DOMANDA DEL SOLE
SENTO SEMPRE LA DOMANDA DEL SOLE
SENTO SEMPRE LA DOMANDA DEL SOLE
SENTO SEMPRE LA DOMANDA DEL SOLE
SENTO SEMPRE LA DOMANDA DEL SOLE
SENTO SEMPRE LA DOMANDA DEL SOLE
SENTO SEMPRE LA DOMANDA DEL SOLE
SENTO SEMPRE LA DOMANDA DEL SOLE
SENTO SEMPRE LA DOMANDA DEL SOLE
APPESI ALLO ZOPPO CAVO DI QUESTI FORTABBAGLIANTI ALBORI SIMILI A CANTO
DI TENEBRO RAPAX
Oggi ho imparato a guardare dal basso,
senza pensare che tutto sia uguale,
mentre sentivo salire la VOGLIA,
che portava via ogni mia angoscia.
Ho avuto giorni senza vittorie,
senza mai gioie nè nuove speranze,
gli occhi abbassati senza pudore,
sguardi spenti e palpebre gonfie.
ma dietro
ogni angolo,in ogni strada,in ogni vicolo
in ogni
attimo posso sentire ciò che va e viene.
"Alti e bassi-come sempre-
ma non guardarli e tira avanti.
Respirare non è
una fatica insostenibile!
Aprire gli occhi alla luce
non è un peso che ti può schiacciare"
Ho camminato diritto e veloce,
stringendo forte il mio equilibrio interiore.
ma dietro ogni angolo,in ogni strada,in ogni vicolo
in ogni
attimo posso sentire ciò che va e viene.
questa notte
scossa dal rumor dell’acqua
son negli occhi delle gocce
obluvie tonde
strade
come di foglia
geometrica
(seconda
versione con inizio differente.....questa notte
s c
o s s e o m b r e
RII
BAAL TAA
TAA
RII
BAAL TAA
TAA.
DE
MESI MIEI
AFFOSCA
PAROLE
CIGOLANTI.
(C'E'
SOLO IL CRA-CRABATTITO.)
LE
SCIE DELLE RUOTE SUL FANGO
SONO
VENTOLA DI TUGURIO.
L'INTERRUTTORE
E' GRIGIO.
LE
VENATURE DEL
LEGNO
ASSOMIGLIANO
A
SPRUZZINI SFASATI E
DI
SQUALLORE
MARTELLA
CHIODI
NELLA
CROCE.
TURBINI
GIALLI FRUSCIANO
FRA
LE
CREPE CHE
CINGUETTANOOOO
"resto
con gli occhi chiusi
per
non guardare più giù
alzo
le mani in alto
ore
drammatiche "
sgocciolatoio rosso. colare di fiotti morti di vita ex-vita vitrea. di luce soltanto rare balugini. l'intrico della selva di volti, terrei, inutili e frustalogeni. toxo-putrida peluria. nient'altro. vacuo, vuoto, giallastro, latriginoso. lobosegmi grigiastri di nullità vaganti. il citracido si accumula. lo zero si divora. le spire edifici di forza meccanica e ruggente. ma non si propaga. tutto si include. c'è il fatale intoppo delle teste mozzate e il cra-crabattito dei frammenti in decomposizione. i budelli elettrici ustionano-abbagliano-affogano e strozzano il mio ultimo pensiero "spicchi di grinze moscie allo sfascio, crepe di nulli giorni, lumi come accrescimento di vuoto-caos presso ardite vicolazioni mi conducono al non me. scorgo fiotti di vita morta, scorgo fiotti di vita morta, scorgo fiotti di vita morta, scorgo fiotti di vita morta, scorgo fiotti di vita morta, scorgo fiotti di vita morta."
(seconda versione del finale recitato: .....sgocciolatoio fucsia. colare di folti orti di vite ex-vite vitrea. di luce soltanto rare balugini. l'intrico della selva sui monti, terrei, inutili e frustalogeni. toxo-putrida peluria. nient'altro. vacuo, vuoto, giallastro, latriginoso. lobosegmi grigiastri di nullità vaganti. il citracido si accumula. lo zero si divora. le spire edifici di forza meccanica e ruggente. ma non si propaga. tutto si include. c'è il fatale intoppo delle trecce mozzate e il cra-crabattito dei frammenti in ebollizione. i pirulini elettrici ustionano-abbagliano-affogano e sbaciucchiano un mio balsamico pensiero "spicchi di grinze moscie allo scloscio, crepe di nulli giorni, lumi come accrescimento di vuoto-caos presso ardite vicolazioni mi conducono al non me. scorgo tanga di vita tonda, scorgo tanga di vita tonda scorgo tanga di vita tonda scorgo tanga di vita tonda")
(terza
versione: ......vi ta vi ta vi ta vi ta vi ta vi ta vi ta vi ta quanto scava
quanto imprime quanto è generosa nel riclicarsi??? Quanto ci bacia e accarezza
con schiaffi-artiglio, quanto ci tortura con l’incedere incerto del suo
cristallo??? Quanto ci inebria di pazza vertigine, quanti velli d’oro ci getta
a profusione sul fracasso a testa in giù dei nostri passi??? Quanto il sole
come sborra ci feconda quanto è forte il suo messaggio inchiodato al
firmamento, quanto devastante è la bellezza del buio che crea con le sue
ombre??? Quanto forte è la sua stretta da amico voluttuoso il suo bacio
d’amante tremiti che diventano terremoti, quanto terremoto c’è nel suo
soffio fruttifero quanto veleno grazie al suo amore siamo costretti ad
accettare???)
giorni cupi
notti inquiete
turbate da strani sogni
verità fracassate a terra
dopo voli indecifrabili
visioni e un vorticante
delirio
rumoreggia nel mio involucro impotente.
LUB.
la luna è l'occhio di un mio io
precipitato allo sbando
negli anni addietro,
i tagli sono come impressi sulla
pelle.
anche questa stanza è una
carcassa dimenticata dal tempo?
anche se non sembra è stinto
questo baccano
di vetrine come morti sulla
strada.
sa di stagno codesto frastuono.
cosa si straninsinua attraverso le
carie di queste foschie malate???
la siberia è vasta, mi sembra di
colare ad espansione costante.
i larici nel lucore primordiale mi
urtano, mi scompigliano....eppure sono immobili,
tetrupi dal gridio delle loro
spoglie chiome penetrato in carnis.
la steppa è un grande monocromo
bianco.
respira come un essere metafisico.
da casa mia le case sembrano botti
di ferro
e il riflesso di luci parallele
circonfonde il pupillare di ventro-gambe.
i passeggeri sembrano raggi di
sole solido.
i loro pensieri sono antri.
c'è uno scavo d'antichi tubi, un
suicidio di terra, uno sferragliare di muti silenzi.
le sagome potrebbero essere
qualsiasi cosa.
rimango nel vago.